L�ossessione della forma. Inediti di Piero Nincheri.

 

 

Nell�anno del decennale della morte di Piero Nincheri, venuto a mancare l�8 gennaio del 1999, l�intento della mostra �L�ossessione della forma� è quello di far conoscere l�opera grafica del pittore; non i quadri ad olio, già noti nelle prestigiose retrospettive svolte, dopo la sua morte, al Museo Marino Marini a Firenze nel 2002 e presso l�Istituto Italo Latino Americano di Roma, nel 2007; non le incisioni, esposte alla mostra a �La Soffitta� di Sesto Fiorentino nel 2005, ma i disegni.

La mostra che sarà ospite nelle Antiche Stanze di Santa Caterina dal 10 al 31 ottobre è stata organizzata dall�Associazione per la Divulgazione dell�Opera di Piero Nincheri, di cui è presidente Francesco Mariani, assieme all�Assessorato alla Cultura del Comune di Prato. Curatrici due storiche dell�arte, Giulia Ballerini e Monia Nannini, con il coordinamento del Prof. Gianni Pozzi dell�Accademia di Belle Arti di Firenze.

Si potranno ammirare 109 disegni, dagli anni �60 agli anni �90, quasi tutti inediti perché tratti dall�Archivio Nincheri, reso accessibile dalla Famiglia, o gentilmente prestati da collezionisti privati e soci dell�Associazione; cinque provengono dal Gabinetto di Stampe e Disegni degli Uffizi. Ma non solo: verrà esposto anche un corpus, recentemente ritrovato e studiato, di 108 fotografie dell�Autore, che si serviva dell�obbiettivo quale mezzo per arrivare, attraverso il disegno, alla pittura, e una serie di 23 acquarelli, mai visti in precedenza.

Attraverso dunque un percorso inedito ed interessante, che andrà dallo studio dei grandi modelli pittorici alla riconsiderazione di questi su modelli viventi, dalla pittura antica, alla fotografia e poi al disegno, la mostra saprà restituire un ulteriore tassello mancante nel quadro generale della poliedrica opera completa di Nincheri.

 

  BIP Forum: 5 atenei campani alla Borsa Internazionale del Placement
 

Università e aziende a confronto per favorire l�inserimento

nel mondo del lavoro al tempo della crisi

 

Bologna, 21 settembre 2009�Recruiting e placement in tempo di crisi: fare di più con meno�, ovvero come allineare domanda e offerta di lavoro in un momento di mercato particolarmente difficile. Sarà questo il tema portante della terza edizione del Forum di BIP - Borsa Internazionale del Placement, unico evento al mondo che mette in contatto diretto i responsabili risorse umane delle aziende e i dirigenti degli uffici placement delle università.

 

La manifestazione, in programma a Cernobbio dal 24 al 26 settembre 2009, focalizzerà quest�anno l�attenzione sull�importanza di rinnovare il dialogo sui percorsi di formazione in un momento di crisi, partendo dal presupposto che, per favorire l�inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, è indispensabile che alta formazione e impresa avviino una concertazione forte, ripartendo dalla condivisione dei percorsi. Un ruolo di primo piano avranno 4 atenei partenopei: Università di Napoli Federico II, Parthenope, Suor Orsola Benincasa e Seconda Università di Napoli, che insieme all�Università di Benevento hanno aderito all�iniziativa con l�obiettivo di moltiplicare le occasioni di dialogo con il mondo imprenditoriale.

 

�Il mondo delle aziende e quello delle università sono ancora troppo lontani tra loro, e quanto ne consegue riguarda più o meno tutti. - spiega Tommaso Aiello, Ceo di Emblema, la società che organizza il Forum - Chiunque viva vicino a dei neo laureati può facilmente constatare con quanta fatica riescano a transitare dalla realtà universitaria a quella lavorativa. Di contro, le aziende hanno l�impellente necessità di integrare i loro staff con laureati in possesso di competenze sempre più settoriali e approfondite, ma quasi mai hanno modo di individuare con immediatezza gli atenei da cui queste figure specifiche provengono. Il nostro obiettivo è proprio quello di ridurre definitivamente questa distanza�.

 

Il forum si aprirà quest�anno con il convegno �Recruiting e placement in tempo di crisi: fare di più con meno�, che vedrà tra i relatori di spicco l�inglese Richard Mosley, uno dei massimi esperti al mondo di employer branding, e François DE WAZIÈRES, Direttore �International Recruitment� di L�Oréal. Nei giorni seguenti il forum vedrà, invece, un fitto calendario di �meeting one-to-one�: incontri di circa 20 minuti tra i career service degli atenei e i responsabili risorse umane delle aziende.

 

All�evento hanno già aderito oltre 70 aziende italiane e 80 tra Università ed Enti di alta formazione di quattro continenti. Numeri che confermano l�importanza dell�appuntamento che nella scorsa edizione ha ospitato 480 delegati di società e atenei e oltre 1700 incontri. Tra le novità dell�edizione 2009, anche la partecipazione di rappresentanti di Università di nuovi Paesi, come Russia, Brasile, Marocco e Cile, ma anche Turchia, Algeria e Polonia, interessati a comprendere le competenze specifiche richieste dalle aziende italiane che delocalizzano la produzione all�estero.

 

 

 

A Cernobbio verranno, inoltre, consegnati i Golden BIP: i premi che annualmente i delegati stessi conferiscono alle migliori iniziative realizzate nel campo del placement e dell�employer branding. Dall�1 al 18 settembre, le candidature saranno raccolte dal comitato, mentre, dal 21 al 25 dello stesso mese, i delegati BIP potranno esprimere le loro preferenze attraverso l�area riservata del sito http://forum.biponline.it.

 

La manifestazione gode inoltre dell�Alto Patronato del Presidente della Repubblica e dei patrocini di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Gioventù, Ministero dell�Istruzione, dell�Università e della Ricerca, Provincia di Como, Italialavoro, CRUI, AIDP, AICUN e Agenzia Nazionale Pragramma LLP Erasmus (Lifelong Learning Programme). Generali e UniCredit sono main-sponsor dell�evento, che ha anche il sostegno di L�Oréal, Adecco e Crossknowledge.

 

  Grande successo per l’apertura della nuova stagione culturale del Muse a Pellezzano
 

IL primo weekend della nuova stagione artistica e culturale del MuseMuseo a Pellezzano è cominciato nel migliore dei modi: con il grande successo dei due incontri, sabato e domenica scorsi, dedicati a Totò e Troisi. Il pubblico, presente numeroso nel convento agostiniano, ha salutato i due eventi mostrando apprezzamento e una calda partecipazione.

Sabato, accolta dal vice sindaco e assessore alla cultura, Eva Longo, ha fatto il suo ingresso allo Spirito Santo tra flash e telecamere, Liliana De Curtis. L’indimenticato Totò è stato il protagonista della serata organizzata in maniera articolata e piacevolmente scorrevole, tra spezzoni di film, testimonianze e lettura di alcune tra le più significative pagine del libro “Malafemmena” Edito da Mondadori. Liliana De Curtis a margine dell’incontro, non si è sottratta alle domande dei giornalisti presenti ai quali ha risposto sulle similitudini tra suo padre, Antonio De Curtis e Massimo Troisi. <<Una storia infinita quella del grande Totò – ha affermato- che non si finisce mai di leggere: ironia e malinconia, realismo e comicità e da sfondo l’attaccamento alla “napoletanità”, valori che uniscono e avvicinano Totò e Troisi grandi interpreti del cinema partenopeo entrambi di fama internazionale. Un cinema d’autore, di qualità, inimitabile . Oggi – ha dichiarato ancora la signora De Curtis - non ci sono eredi di Totò e Trosi>>.  L’incontro introdotto dal direttore artistico del Muse, Rino Mele, si è aperto con la proiezione di alcuni filmati inediti di Totò cui ha fatto seguito la lettura di alcune pagine del libro scritto da Liliana De Curtis “Malafemmena” edito da Mondadori. Un testo che rivela aspetti della vita privata di Totò ai più sconosciuti: tutti pensano infatti che Malafemmena, la più famosa canzone di Totò, sia stata scritta per Silvana Pampanini, l’attrice che aveva rifiutato la sua offerta di matrimonio. In realtà la canzone fu scritta e dedicata alla moglie Diana, colpevole di essere venuta meno a una promessa che i due coniugi si erano scambiati: anche se ufficialmente separati dovevano convivere nella stessa casa fino al raggiungimento del diciottesimo compleanno della figlia Liliana. Ma Diana, stanca delle continue scappatelle di Totò, sposò l’avvocato Tufaroli facendo sprofondare il Principe nello sconforto assoluto. Il libro prende spunto dalla celebre canzone di Totò per raccontare, per la prima volta, l’appassionante storia d’amore tra il principe De Curtis e la sua unica moglie. Il volume  è corredato da un inserto fotografico, con una cinquantina di foto inedite della coppia.

 

Domenica 20 settembre con  Anna Pavignano, già compagna di Massimo Troisi, scrittrice e sceneggiatrice ( autrice con Massimo Troisi di film di successo come Ricomincio da tre, Scusate il ritardo, Le vie del Signore sono finite, Pensavo fosse amore invece era un calesse e Il postino) una serata interamente dedicata al grande comico e autore napoletano, Massimo Trosi.

 Ad aprire l’incontro, il reading di Anna Pavignano (tratto da Da domani mi alzo tardi, il romanzo della Pavignano stessa, ispirato alla storia di Massimo Troisi) accompagnato dalla musica di Alfredo Morabito, musicista e compositore. Parole, immagini e musica per ricordare, raccontare l'artista, il genio, l'uomo e il compagno di vita. Nel libro edito da e/o Anna Pavignano mescola sapientemente ricordi di vita vissuta con Troisi ed elementi di fiction per costruire un non romanzo composta dalla biografia dell’attore-regista e da considerazioni personali sul carattere e sulle debolezze di un uomo.

 

 
AMBINTE. SCILIPOTI (IDV): GRAVISSIMI I DATI DI INQUINAMENTO DA ALGA ROSSA NEI LAGHI ITALIANI
 

ROMA 21.09.09: �La maggior parte delle risorse idriche italiane è oggetto di un uso smodato, le cui conseguenze sono un avanzato stato di degrado, frutto di continui prelievi, sprechi e contaminazioni�. Cosi l�On. Scilipoti dell�Italia dei Valori sui preoccupanti casi di inquinamento da alga rossa nei laghi italiani. �L'effetto più facilmente riscontrabile � continua il Deputato - è l'aumento dell'eutrofizzazione, cioè della produzione di fioriture algali che, non solo colorano le acque in modo apprezzabile ad occhio nudo, ma spesso, rilasciano tossine che possono avere effetti neurologici, epatici e cancerogeni sull�uomo. La pericolosità, inoltre, sta nella contaminazione della fauna ittica e persino delle falde circostanti, da cui viene prelevata l'acqua per uso potabile.

In Italia, casi di contaminazione sono già stati rilevati nei laghi di Spino in Lombardia, di Fiastrone e Gerosa nelle Marche, di Vico, Albano, Nemi e San Puoto nel Lazio, di Averno in Campania, di Occhito in Puglia, di Prizzi, Pozzillo e Nicoletti in Sicilia e nei loro bacini idrici, per lo più ad opera della specie Planktothrix Rubescens, la cosiddetta alga rossa. Nonostante varie leggi europee e nazionali impongano da anni la sorveglianza di questi fenomeni, gli organi di controllo territoriali sono troppo spesso indifferenti o comunque privi di mezzi, uomini e know-how in materia. Di fronte a gravi fenomeni � conclude Scilipoti - come il riscaldamento globale, l'aumento della popolazione ed altri fattori che andranno a ridurre sempre più il patrimonio idrico del nostro paese, è necessario perseguire a livello governativo, con la massima decisione, il risanamento e la tutela di queste risorse. 

 

                                                         

On. Domenico Scilipoti

 

  20 SETT 2009
  A Cheese l’incognita dei finanziamenti comunitari
  Conciliare tradizione e finanziamenti: questo il tema su cui si è dibattuto oggi pomeriggio durante uno dei Laboratori del Latte organizzati nell’ambito della settima edizione di Cheese. Ne hanno discusso Roberto Rubino, direttore della rivista Caseus e dell’Istituto Sperimentale per la Zootecnia di Bella (Pz), Nunzio Marcelli, pastore, allevatore e presidente dell’Arpo (Associazione Regionale Produttori Ovicaprini), Michele Corti, docente di sistemi zootecnici, Silvia De Paulis, agronoma del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga nonché responsabile Presìdi Slow Food Abruzzo.
Rubino, che si occupa di pascoli dagli anni Settanta, ha ricordato come fino alla metà degli anni Ottanta il modello predominante fosse quello industriale: «Oggi però non è cambiato molto, noi che crediamo nella valorizzazione dei formaggi d’alpeggio siamo considerati quando va bene dei bizzarri». E per quello che riguarda la qualità del latte? «Quando l’anno scorso ho suggerito che occorreva puntare sulla quantità a discapito della quantità mi hanno detto di tutto, oggi Confagricoltura comincia a darmi ragione».
Per Nunzio Marcelli bisogna «ridare un minimo di democrazia all’economia». Insieme a Silvia De Paulis ha auspicato che i pastori possano finalmente accedere ai finanziamenti comunitari. La legislazione attuale, infatti, favorisce le grandi aziende che, per avere i finanziamenti, prendono in affitto dai Comuni terreni che spesso non utilizzano neanche, con un effetto devastante sul paesaggio. Il problema è che i Piani di Sviluppo Rurale riguardano terre di proprietà o in affitto almeno quinquennale, mentre la stragrande maggioranza dei pascoli italiani è costituita da terre collettive amministrate da un contratto antichissimo, la fida, che si rinnova di anno in anno.
Corti, che si è autodefinito «un rompiscatole», ha sottolineato la difficoltà di dialogo con le istituzioni, la lentezza della burocrazia, ma anche le incomprensioni con parte del movimento ambientalista che punta a tutelare il bosco a tutti i costi a discapito dei pascoli o che si occupa più della salute di orsi e lupi che di quella delle greggi. Inoltre, Corti ha sollevato il problema dell’incompetenza delle persone cui spesso chi compra e vende i capi d’allevamento affida gli animali; persone che mettono a rischio la salute delle bestie, com’è recentemente avvenuto in Lombardia.
In chiusura, Cinzia Scaffidi, coordinatrice Centro Studi Slow Food, ha auspicato che migliori anche l’immagine dei pastori, ancora spesso confinati in un ideale quasi folcloristico, «scemi del villaggio globale».
Consiglio Territoriale per l’Immigrazione
 

Si è riunito il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, presieduto dal Prefetto Sabatino Marchione. La riunione - la prima presieduta dal nuovo Prefetto - è stata dedicata principalmente alla procedura di “emersione del lavoro irregolare nell’attività di assistenza e sostegno alle famiglie”, di cui alla legge 3 agosto 2009, n. 102. Durante l’incontro, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle Istituzioni, degli organismi e delle associazioni che si occupano delle problematiche dell’immigrazione nella provincia, il Prefetto ha colto l’occasione per ribadire l’assoluta necessità di porre fine, al più presto possibile, all’intollerabile situazione di degrado nell’area di San Nicola Varco, occupata dai lavoratori immigrati.

 

 

1° CONCORSO PIANISTICO REGIONALE “ANNA MARIA DE VITA”

  Sono aperte le iscrizioni al Premio pianistico “Anna Maria De Vita”, che avrà luogo a Battipaglia il 20 dicembre 2009 presso la sede del Centro sociale in via Gucciardini. Il concorso, quest’anno alla sua prima edizione, è dedicato alla memoria della prof.ssa di musica nonché insegnante di pianoforte recentemente scomparsa, nota ai suoi concittadini per aver energicamente promosso in città progetti musicali di vario genere nel corso degli ultimi trent’anni. Un’iniziativa sorta e promossa dall’omonima associazione musicale appena costituitasi, nell’intento di continuare nel voler promuovere e incoraggiare i giovani allo studio della musica, attraverso la realizzazione di eventi di natura musicale ad ampia gittata. Potranno iscriversi al concorso tutti i giovani pianisti residenti nella regione Campania, di età compresa tra i 10 e i 24 anni; ai vincitori saranno destinati premi in denaro variabili a seconda della categoria di appartenenza (cfr bando e scheda di partecipazione in allegato).
XXVI Congresso Nazionale del Gruppo Misure Elettriche ed Elettroniche
 

La città di Salerno e la sua Università ospitano, dal 16 al 19 settembre, il XXVI Congresso Nazionale del Gruppo Misure Elettriche ed Elettroniche (GMEE2009). Il congresso annuale del GMEE costituisce per i ricercatori del settore l’evento scientifico più importante a livello nazionale. E’ un’occasione di incontro e di coordinamento fondamentale per una comunità scientifica che conta oggi più di 250 membri sparsi su tutto il territorio nazionale. I suoi membri firmano più del dieci per cento di tutti i lavori scientifici pubblicati a livello mondiale sulle due riviste internazionali più prestigiose nel campo delle Misure Elettriche ed Elettroniche.

 

 Il GMEE2009 si presenta pertanto come un momento di dibattito e confronto su temi d’interesse per il ricercatori del settore ma anche per tutti coloro che intravedono nelle Misure Elettriche ed Elettroniche le caratteristiche di una disciplina trasversale alle aree dell’ingegneria dell’informazione e dell’ingegneria industriale

 

  Corsi gratuiti per gli imprenditori locali
  Partirà nei prossimi giorni un ciclo di corsi formazione gratuiti per gli imprenditori locali, organizzati da Unimpresa Piana del Sele ed inerenti i diversi aspetti della gestione d’impresa.
“Fare l’imprenditore non è stato mail facile ma in questa congiuntura economica è diventato ancora più difficile  – ha dichiarato Donato Ciociola, Leader Nazionale dei Giovani di Unimpresa. Con questa iniziativa, l’associazione che rappresento a livello locale si pone l’obiettivo di aiutare chi gestisce l’impresa a superare molti degli ostacoli che ogni giorno rendono difficile la vita delle nostre aziende. Partiremo con il corso di ‘Time Management’  , che si pone l’obiettivo di fornire ai titolari di impresa la consapevolezza delle variabili che condizionano e controllano il tempo del periodo lavorativo. I partecipanti
– spiega il dott. Ciociola – acquisiranno le tecniche di base per poter organizzare e svolgere le attività quotidiane in maniera più efficiente, a partire dalla pianificazione della nostra agenda di attività quotidiane fino ad arrivare alla gestione di progetti complessi. Il training è particolarmente indicato per gli imprenditori ma anche per i managers, i liberi professionisti e coloro che vogliono rendere più performante il perseguimento degli obiettivi lavorativi”.
Spesso ci rammarichiamo di “non avere abbastanza tempo” per fare le cose che vorremmo sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni
– continua Ciociola –. Il corso sicuramente non insegna a fermare il tempo perché esso è limitato e deperibile, ma impara a gestire meglio e ad ottimizzare quello che abbiamo a disposizione, attraverso un’accurata pianificazione delle nostre azioni in funzione degli obiettivi prefissati”.
La durata del corso è di una giornata a tempo pieno. Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione. I moduli di iscrizione possono essere ritirati presso la sede in Via Mazzini 116 o richiesti allo 0828/302142.
“Il corso è aperto a tutti gli imprenditori
– conclude il presidente Ciociola –, anche a quelli non iscritti alla nostra associazione. Sarà predisposta una graduatoria di partecipazione, e, in base all’ordine di presentazione delle richieste di adesione, sarà formato il gruppo che parteciperà al primo corso. Quelli che rimarranno fuori potranno partecipare ad un corso successivo, sempre gratuito”.

 

l'Accademia Internazionale d’Arte e Cultura “Alfonso Grassi”,

diretta da Raffaella Grassi, ospiterà l'inaugurazione della personale di Vincenzo Principe in programma fino al prossimo 25 settembre 2009. La prolusione critica sarà curata dalla figlia dell’indimenticato maestro Grassi, Raffaella; mentre l’intervento critico sarà di Sallustio Salvemini. Il percorso espositivo allestito per l’occasione si porrà come un vero e proprio viaggio tra gli spaccati urbani e naturali del nostro territorio. Non mancheranno, poi, le “marine” salernitane, care a Principe. L’artista, infatti, ha dedicato diversi suoi oli alle coste della Divina come a quelle del Cilento, ma anche alle strade caratteristiche del centro storico della città, come via Tasso – tra i lavori in esposizione -, o le scene di via quotidiana catturate nella provincia sud. Un racconto fatto di luoghi simbolo della terra salernitana e campana; un viaggio di colore tra i mille toni del blu e dell’ambra.

 

BREVE BIOGRAFIA DI VINCENZO PRINCIPE

Nato a Salerno, dove risiede - alla fine degli anni venti - ha frequentato da ragazzo l’Istituto Professionale e successivamente la Scuola d’Arte Serale per poter approfondire le sue conoscenze pittoriche. Ha esercitato presso la propria Ditta a gestione familiare - in Via Fusandola (Centro Storico di Salerno) - sotto la guida del padre Luigi, unitamente al fratello Matteo che si interessava del settore tecnicoamministrativo, l’antica professione di marmista e più specificamente di letterista. L’artista Principe ha avuto il piacere e l’onore di conoscere insigni artisti nel campo pittorico, da cui ha ricevuto importanti consigli ed insegnamenti, quali i Maestri: Alfonso Grassi, Pasquale Avallone ed Arturo Beraglia per la scultura. Da sempre ha avuto la passione per l’Arte Pittorica, ma soprattutto nell’ultimo ventennio ha perfezionato la sua tecnica, elaborandola in maniera personale dando spazio alla rappresentazione di ambienti di vita quotidiana, soprattutto del Centro Storico – dove la solitudine sembra avere il sopravvento su tutta la scena - o alle famose “marine” con l’uso sapiente di una “tavolozza”, composta da colori ad olio tenui , caldi e solari – con un bellissimo “effetto acquerellato”. Nella sua lunga attività di letterista, ricordiamo alcuni importanti lavori, come le lastre marmoree presso: Via Tasso, Largo Plebiscito (per la Scuola Medica Salernitana), Scuola Elementare “Gennaro Barra” (rievocazione della Seconda Guerra Mondiale), Comune di Salerno (cinquantenario dell’Ass. Mutilati ed Invalidi di guerra), etc…Tra i vari ritratti ricordiamo quelli dedicati ai grandi Maestri: Modigliani, Gemito, Tafuri e Grassi.

 

 

INGEGNERIA CONCORSUALEdi Fausto Panunzi 18.09.2009

 
Ripartono i concorsi universitari con nuove regole per la formazione delle commissioni: dalle elezioni si è passati al sorteggio dei commissari. Dovrebbe servire a evitare di privilegiare i candidati interni e gli scambi di favori. Ma le polemiche riguardano anche i profili scientifici e il numero di pubblicazioni ammesse. In definitiva, ogni norma presta il fianco a critiche plausibili. E allora non sarebbe meglio abolire i concorsi e lasciare le università libere di promuovere chi vogliono, assumendosi l'onere delle proprie decisioni?
Dopo alcuni mesi, si sono sbloccati finalmente i concorsi universitari. La ragione per la quale il loro svolgimento si era interrotto è il sopravvenuto cambiamento nelle regole di formazione delle commissioni, con il passaggio dalle elezioni al sorteggio.

SETTEMBRE, ANDIAMO. RIPARTONO I CONCORSI

Il nuovo criterio cerca di rispondere al problema degli esiti: spesso in passato, candidati graditi alla facoltà che bandiva il concorso prevalevano su altri i cui titoli scientifici erano superiori. Quando ciascun concorso da professore di prima e seconda fascia portava alla dichiarazione di due o tre idonei, potevano poi avvenire fenomeni di scambio: il professor Bianchi, della facoltà che bandiva il concorso, chiedeva al professor Rossi, di un’altra facoltà, di candidarsi come membro della commissione. Il professor Bianchi segnalava al professor Rossi il suo interesse a promuovere un candidato A, dichiarandosi disposto in cambio a supportare un candidato B indicato dal professor Rossi stesso. In realtà, in molti casi non c’era bisogno di alcuna comunicazione esplicita: tutti sapevano delle preferenze dei professori Bianchi e Rossi. Con il passaggio ai concorsi a una sola idoneità, lo scambio diretto tra i professori Bianchi e Rossi era diventato impossibile. Tuttavia, rimaneva la possibilità di uno scambio intertemporale: oggi il professor Rossi entra nella commissione del professor Bianchi per promuovere il candidato A e domani Bianchi entrerà nella commissione di Rossi per promuovere B. Da qui l’idea del sorteggio dei commissari esterni, cioè coloro che affiancano il membro interno nominato dalla facoltà, al fine di spezzare il meccanismo di tacito accordo. Funzionerà il nuovo sistema? Ora il professor Bianchi si troverà in commissione il professor Verdi, vero turista per caso in terra di concorsi. Cosa penserà il professor Verdi? Che può battersi perché finalmente prevalga la meritocrazia – almeno a casa d’altri - o che, tutto sommato, se la facoltà del professor Bianchi vuole portarsi in casa un candidato scadente non sono problemi suoi? Ci sarà veramente la molla della reputazione personale a motivare il professor Verdi? Lo vedremo presto.

COME SCEGLIERE IL PROFILO

Ma le polemiche sui concorsi non ruotano solo sulla composizione delle commissioni. Un altro fronte è quello dei profili scientifici dei candidati indicati dalle facoltà. Le facoltà hanno diverse priorità scientifiche e didattiche e possono esplicitarle indicando nel bando di concorso le competenze che cercano idealmente nel candidato. Nulla di male, fin qui. Ma, come riporta un articolo del Corriere della Sera del 16 settembre (“Concorsi ritagliati sul candidato un muro contro la competenza”), in alcuni casi le facoltà hanno indicato profili estremamente dettagliati, destando il legittimo sospetto che siano ritagliati su un candidato specifico. Quando gli idonei erano più di uno, il profilo non vincolava la commissione nella scelta degli idonei, ma solo la facoltà nella scelta tra gli idonei.Èovvio che con un solo idoneo, il profilo finisca inevitabilmente per condizionare la commissione. Ma se da un lato è chiaro che un profilo che richiede competenze nel “complesso delle pratiche simboliche mitico-rituali relative alla fondazione della città di Napoli, nonché alle trasformazioni subite dalla narrazione eziologica della vicenda del nume patrio” è eccessivamente restrittivo, non è ovvio quale sia il perimetro di restrizione desiderabile e come si possa pertanto sindacare in modo “oggettivo” le scelte delle facoltà. Bisogna allora abolire i profili e quindi precludere alle facoltà la possibilità di decidere di assumere un macroeconomista invece che un economista dello sviluppo?

IL NUMERO DI PUBBLICAZIONI

Un altro fronte polemico è la presenza, nei bandi concorsuali, di un tetto massimo al numero di pubblicazioni che si possono sottomettere alla commissione. Ad esempio, in alcuni concorsi si era stabilito che ogni candidato potesse sottomettere solo le migliori (secondo il suo parere) cinque pubblicazioni. C’è chi ha visto in questa norma uno scandaloso artificio per penalizzare i migliori, impedendo loro di sottomettere tutte le loro pubblicazioni, livellando così artificialmente la competizione con candidati meno produttivi. Ma in alcuni casi la restrizione è stata imposta con tutt’altra finalità, vale a dire quella di premiare la qualità delle pubblicazioni sopra la quantità. Almeno nel settore che conosco bene, Economia, alcune pubblicazioni non sono sottoposte a una seria peer review e non hanno alcun impatto sulla letteratura mentre altre devono passare attraverso il vaglio di referee di livello internazionale. Nel secondo caso, i tempi per la pubblicazione si dilatano a seguito delle revisioni richieste dai referee stessi. Per impedire che le commissioni diano un peso eccessivo alla quantità sulla qualità, alcune facoltà hanno pensato di imporre un tetto al numero di pubblicazioni. Certo, in un mondo ideale, le commissioni dovrebbero direttamente tenere conto della qualità e della quantità, ma in pratica chiunque lavori nell’università italiana sa che le divergenze di opinione (almeno nelle scienze sociali e umanistiche) su quali siano le riviste importanti e il loro peso relativo rispetto ad altre riviste e ad altri tipi di pubblicazione sono al momento considerevoli.
Insomma, ogni norma concorsuale presta il fianco a critiche plausibili. La domanda che sorge spontanea allora è: ma non sarebbe meglio provare, con tutti i rischi del caso, ad abolire i concorsi? Lasciare le università libere di promuovere chi vogliono, assumendosi l’onere delle proprie decisioni, ad esempio con minori fondi pubblici per i dipartimenti che ottengono risultati insoddisfacenti da una valutazione indipendente come il Rae, Research Assessment Exercise del Regno Unito? O dopo il sorteggio dei commissari, avremo il ministero dittatore benevolente che dice alle università come scrivere i profili dei candidati e quante pubblicazioni considerare?
L’Italia può ormai vantarsi di avere inventato una nuova disciplina: l’ingegneria concorsuale. L’ingegneria concorsuale è una scienza sperimentale, perché vengono provate sempre cose nuove, però, al contrario delle scienze sperimentali, da essa non si impara mai nulla. Forse è arrivata l’ora di abbandonarla.