Houthi a Trump: “Aggressione Usa non intaccherà le nostre capacità”

(Adnkronos) – "L'aggressione americana contro di noi non intaccherà le nostre capacità". Lo ha affermato in un discorso pronunciato nelle scorse ore il leader degli Houthi dello Yemen, Abdul Malik al-Houthi, dopo che a metà mese gli Usa hanno annunciato l'avvio di un'operazione contro gli Houthi – che da anni l'Iran è accusato di sostenere – con l'obiettivo di porre fine agli attacchi contro le imbarcazioni nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden. Nelle scorse ore decine di raid, attribuiti agli Stati Uniti, hanno colpito – secondo gli Houthi – diverse regioni dello Yemen, anche la capitale Sana'a dal settembre 2014 in mano ai 'ribelli', che denunciano il ferimento di diverse persone. I raid americani contro gli Houthi, contro infrastrutture militari e loro comandanti, non sono però riusciti a scoraggiare il gruppo, evidenzia il Wall Street Journal, segnalando come quasi ogni giorno gli Houthi lancino missili in direzione di Israele e come la maggior parte dei mercantili segua ancora altre rotte rispetto al Mar Rosso e al Canale di Suez. Le operazioni Usa sembrano concentrate nel prendere di mira i leader degli Houthi e la maggior parte hanno colpito Saa'da, 'patria' degli Houthi nel nord dello Yemen, scrive il giornale nel mezzo del 'chatgate', delle rivelazioni su piani di attacco Usa nel Paese arabo e degli obiettivi dell'Amministrazione Trump affidati a Signal e diventati pubblici con The Atlantic. Nel frattempo i leader degli Houthi hanno ridotto la loro presenza sui social media, evidenzia il Wsj. Sarebbe stato proprio Abdul Malik al-Houthi a ordinare ai vertici del movimento di evitare di portare i telefoni cellulari. Per evitare di essere localizzati. La leadership del gruppo resta ad oggi intatta. Secondo la tv degli Houthi, al-Masirah, "l'aggressione americana" delle scorse ore ha colpito l'aeroporto internazionale e un quartiere "nel centro della capitale" provocando "danni in abitazioni e negozi". Raid, stando alle stesse fonti, hanno colpito anche le regioni di Amrane, Saa'da e Jaouf, nel nord del Paese, così come la zona di Hodeida, nell'ovest, e quella di Marib, nell'est. Tutto dopo che ieri gli Houthi avevano rivendicato un tentativo di attacco contro una portaerei Usa al largo dello Yemen e il lancio di missili in direzione dell'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.  Intanto dal Pentagono hanno confermato all'agenzia Afp che le forze Usa effettuano operazioni "giorno e notte contro diversi siti degli Houthi" in Yemen. L'ultimo briefing del Pentagono risale al 17 marzo scorso. Di risultati contrastanti dopo due settimane di raid parlano yemeniti e osservatori citati dal Wall Street Journal, convinti che le operazioni non serviranno a sconfiggere gli Houthi. "Bene, ma non abbastanza", ha commentato un ufficiale del governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale e da anni in guerra con gli Houthi. Gli Houthi "sono ben noti per affermazioni false che minimizzano i risultati dei nostri attacchi, amplificando il successo dei loro – ha detto al Wall Street Journal un ufficiale Usa – I loro messaggi si basano sulla menzogna". E Mohammed al-Basha, fondatore di Basha Report, evidenzia come gli "attacchi Usa siano più coordinati", come "colpiscano più obiettivi contemporaneamente in diverse regioni" rispetto al passato. "Le prime indicazioni – afferma citato dal giornale – suggeriscono che i lanciamissili degli Houthi siano ko, ma si prevede che il gruppo si adatti e continui la sua campagna". Pochi analisti e ufficiali ritengono che gli Houthi possano essere scoraggiati, ancor meno sconfitti, solo con una campagna di raid aerei dopo essere 'sopravvissuti' – anche grazie alla geografia che è stata dalla loro parte – ad anni di raid e operazioni della coalizione araba a guida saudita intervenuta in Yemen nel 2015 a sostegno del governo riconosciuto dalla comunità internazionale. Anche ieri un'analisi del New York Times evidenziava come sconfiggere gli Houthi potrebbe non essere così facile. Inoltre, sottolinea il Wall Street Journal sulla base di dati raccolti da organizzazioni indipendenti, i raid Usa hanno fatto vittime tra i civili, colpito infrastrutture civili e questo potrebbe contribuire al sostegno popolare per gli Houthi e al contempo alimentare la rabbia nei confronti degli Usa. "E' impossibile per la nazione yemenita – ha detto Abdul-Malik al-Houthi – cambiare la sua posizione di fronte all'aggressione americana, a prescindere dalla portata di quest'ultima". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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